La Carità

La Carità è il motore della Vita.

Io, come voi, amo la Vita e voglio gustarla respirando a pieni polmoni.

Da tanti anni mi porto un’esperienza che desidero condividere con voi.

Quando l’orizzonte si offusca o, addirittura, si chiude, vado in cerca di qualcuno da servire e da amare. Non è facile, specialmente quando non sono io a cercarlo, ma è lui, improvviso ed ingombrante, che mi cerca. Fermarmi, accogliere, ascoltare, donare quel che mi è possibile, mi riapre l’orizzonte: le nebbie si dilatano, la Fiamma della Carità ha riscaldato il cuore e illuminato gli occhi; ora posso camminare più spedito. Il sangue dell’amore e la luce della sofferenza donatami dall’altro, mi riempie del vero senso della Vita.

Vi auguro che, anche tramite questo mezzo informatico, possiate fare anche voi la stessa esperienza.

don Pietro

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6 Aprile 2018

Roma, una casa di lusso per i poveri nel tempio barocco al Senato
Una casa per i poveri a due passi dal Senato. Una sorta di hotel a cinque stelle con bagni, docce, aree relax, bar e lavanderia. Una struttura gratuita, aperta solo di giorno, per ospitare chiunque abbia bisogno di sentirsi in famiglia. Sorgerà proprio sotto alla basilica di Sant’Eustachio, a pochi passi dal Pantheon e da Palazzo Madama….

http://roma.repubblica.it/hermes/inbox/2016/04/06/news/una_casa_di_lusso_per_i_poveri_nel_tempio_barocco_al_senato-136994014/

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15 Gennaio 2018

http://www.lazioincoro.it/eventi/print/1253-concerto-di-beneficenza-roma-basilica-di-sant-eustachio.html

Roma, piazza di Sant’Eustachio, pieno giorno. Due gruppi di persone, tra cui molti italiani con una pensione non sufficiente per arrivare a fine mese, ma anche profughi di ogni nazionalità, entrano in basilica dove, tolte le panche nel mezzo, diversi tavoli sono apparecchiati per loro. Una mensa per i poveri direttamente in basilica, a un passo dal Senato della Repubblica, nel cuore di Roma. «Volutamente a un passo, direi», spiega Don Pietro Sigurani, rettore della Basilica di Sant’Eustachio in Roma. «Per ricordare ai potenti, ai politici, a chi governa che al centro della vita occorre mettere loro, i poveri, perché la vera riforma dello Stato non può che nascere dal dare loro dignità. Del resto, fu Gesù a dire di dare da mangiare ai poveri. E noi lo facciamo da lunedì a sabato. I pasti sono ogni giorno circa 170. «A turni da 40 però». Perché? «Perché per me è importante lavorare sui piccoli gruppi in modo da poter stabilire un rapporto interpersonale, da poter scambiare qualche parola… e ognuno può raccontare la propria storia.
«Viviamo di carità», sottolinea Don Pietro, «non ho mai accettato contributi pubblici, la Chiesa faccia la carità con la carità».

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da “LA STAMPA” del 15 novembre 2017

http://www.lastampa.it/2017/11/15/vaticaninsider/ita/news/roma-ristoranti-del-pantheon-accettano-la-sfida-di-un-prete-pranzo-gratis-per-i-poveri-HfpKxf9h0kOQaEXctTBLzO/pagina.html

L’iniziativa di don Pietro Sigurani, rettore della Basilica Sant’Eustachio, per la Giornata voluta dal Papa: «Sono andato in giro per locali e ho detto “mi accogli i bisognosi?”»

Don Pietro Sigurani è quel genere di sacerdote che in America latina definirebbero “callejero. Un prete di strada, che pur essendo rettore di una importante basilica romana come quella di Sant’Eustachio, nella centralissima Campo Marzio, a pochi passi da Palazzo Madama e Montecitorio, preferisce trascorrere il tempo non tanto a confessare deputati e senatori («sono persone più buone di quello che sembrano», dice) ma a fianco ai poveri che gravitano intorno alla rettoria …..

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da  “REPUBBLICA” DEL 6 APRILE 2016

http://roma.repubblica.it/hermes/inbox/2016/04/06/news/una_casa_di_lusso_per_i_poveri_nel_tempio_barocco_al_senato-136994014/

Una casa per i poveri a due passi dal Senato. Una sorta di hotel a cinque stelle con bagni, docce, aree relax, bar e lavanderia. Una struttura gratuita, aperta solo di giorno, per ospitare chiunque abbia bisogno di sentirsi in famiglia. Sorgerà proprio sotto alla basilica di Sant’Eustachio, a pochi passi dal Pantheon e da Palazzo Madama. Una chiesa votata alla carità, dove è già attiva, da circa un anno la “mensa dei poveri”. Un ristorante che non ha chef stellati né bicchieri di cristallo. Qui le tovaglie sono di carta e le posate usa e getta. Si mangia tra statue di santi e confessionali, inginocchiatoi e cappelle. I clienti sono persone indigenti, clochard e migranti che ogni giorno, a ora di pranzo, si mettono diligentemente in fila con il numeretto che hanno ricevuto dai volontari a inizio settimana.

La “mensa degli amici poveri” apre dal lunedì al venerdì all’interno della basilica di Sant’Eustachio, nell’omonima piazza del centro storico. A crearla è stato, circa un anno fa, don Pietro Sigurani, 80 anni, che dell’accoglienza degli ultimi ha fatto lo scopo della sua vita. «Se non ci fosse stata Papa Francesco, con la sua idea di una Chiesa attenta ai più bisognosi, tutto questo non avrei potuto realizzarlo» ammette. E mentre lo dice indica i volontari che, alle 12.30 in punto, apparecchiano i tavoli di plastica al centro della navata. «Quando abbiamo avviato la mensa i residenti e i negozianti ci hanno guardato con diffidenza — racconta don Pietro — temevano che i poveri portassero degrado». Ma un anno dopo, prosegue il sacerdote, quelle stesse persone gli hanno confessato che «la mensa ha riqualificato la zona, perché tutti ora conoscono Sant’Eustachio come il quartiere della carità».

Il “ristorante” si sviluppa su due turni e ogni giorno la cooperativa Vivenda garantisce 140 pasti con primo, secondo, contorno, frutta e acqua. «Ma per rifocillare anche il cuore con le offerte di turisti e passanti diamo anche antipasto, dolce e caffè» sottolinea don Pietro. Che a chi, ancora oggi, non vorrebbe che un luogo di culto fosse trasformato in una mensa, risponde: «A casa mia faccio entrare chi voglio. Questi poveri sono miei ospiti». Per poveri si intendono non solo clochard, ma anche e soprattutto badanti ucraine senza lavoro, romeni, operai e tanti pensionati italiani che non arrivano a fine mese……

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da “ALETEIA” 29 gennaio 2016

https://it.aleteia.org/2016/03/23/ogni-giorno-alla-tavola-di-santeustachio/

Ogni giorno arrivano qui a sedersi alla tavola imbandita per chi non ha da mangiare, ma il Giovedì Santo don Pietro Sigurani, il parroco di sant’Eustachio, ha riservato ai poveri il posto degli Apostoli, nel gesto umile di Gesù che si fa servo e lava i piedi ai discepoli.

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da “AVVENIRE” del 3 dicembre 2014:

http://www.avvenire.it/rubriche/Pagine/Dulcis%20in%20fundo/Buon%20pranzoa%20sant%20Eustachio_20141203.aspx?rubrica=Dulcis%20in%20fundo

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da “la Repubblica” del 14 febbraio 2015:

articolo la Repubblica

 

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dal TGR Lazio del 14 febbraio 2015:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c8591c4c-2186-435e-be6d-c8f9c85f972f.html#p=

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UN GIORNO (come ogni giorno) A PRANZO CON I POVERI IN CHIESA

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